lunedì 31 dicembre 2012

Come fare la crema al cioccolato senza uova

Volete fare una torta guarnendola con della golosissima crema al cioccolato ma vi sono finite le uova? Se non avete più tempo per andare a comprarle e se i vostri bambini desiderano proprio la crema al cioccolato, non dovete preoccuparvi perché qui di seguito troverete le direttive giuste per preparare una squisita crema al cioccolato senza uova che potrete usare sia per guarnire una torta, sia come dessert accompagnandola a della panna montata o addirittura mangiarla a cucchiaiate per quanto è buona!

Per preparala vi servirà del latte che può essere sia intero che scremato, a seconda dei vostri gusti e delle vostre esigenze, poi vi occorrerà della farina o dell’amido per dolci, dello zucchero e infine del cioccolato fondente.  Cominciate con il riscaldare mezzo litro del vostro latte mentre a parte in una ciotola ponete  80 g di amido per dolci o di farina insieme ad 80 g di zucchero. Appena il latte si sarà intiepidito versatelo lentamente nella pentola dove avete già messo lo zucchero e la farina, mescolate continuamente con un cucchiaio di legno in modo che non si formino dei grumi. Mettete il tutto su una fiamma moderata e mentre il vostro composto si cuoce dovete mescolarlo lentamente senza fermarvi mai finché non otterrete una crema abbastanza soda.

A questo punto spegnete il fuoco, e fate affondare nella crema 150 g di cioccolato fondente e mescolate fino a che non sarà completamente sciolto. A questo punto dovrete far raffreddare la vostra crema coprendola con uno strato di pellicola trasparente in modo che venga trattenuta l’umidità e non si formi quel fastidioso strato duro in superficie. Nel caso in cui quest’ultimo dovesse formarsi, quando la crema sarà completamente fredda, potrete mescolarla con un frullatore in modo da eliminare lo strato più duro e avere nuovamente una crema corposa e morbida proprio come piace a voi.

Inoltre potete dare un tocco in più alla vostra opera d’arte culinaria aggiungendovi  200 g di panna montata per poi mescolare con attenzione per farla incorporare oppure potrete aggiungervi il mascarpone mescolando energicamente. Queste parti grasse quali la panna e il mascarpone daranno alla vostra crema quel tocco di gusto in più che però è soggettivo e quindi facoltativo.

 

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giovedì 20 dicembre 2012

Come decorare facilmente una torta

Si avvicina il giorno di una festa di compleanno, di laurea oppure di un anniversario e vi siete prese il compito di preparare la torta? Se il pan di spagna e la farcitura per voi non hanno più segreti, altra cosa è la decorazione. Non pensate sia necessario essere pasticcieri professionisti per fare un buon lavoro. Insomma non occorre cimentarsi in sculture mastodontiche per fare una buona impressione, ma solo un po’ di fantasia e i consigli giusti.

Innanzitutto scegliete il tema della torta e i colori predominanti. Un primo modo per decorarla è, ovviamente, utilizzare la panna montata. Non dovrà essere necessariamente una panna tutta bianca, ma potrete colorarla a vostro piacimento con dei coloranti alimentari. Riempite la siringa per dolci e scegliete il beccuccio adatto. Badate di fare delle prove su di un piatto prima di iniziare a decorare la torta.

Per un dolce meno classico optate invece per il marzapane con il quale potrete sia ricoprire la torta che provare a costruire fiori e altre decorazioni. Il marzapane è un prodotto ricavato da pasta di mandorle, zucchero e albumi e potrete sia provare a prepararlo in casa che comprarlo già pronto.

Grazie a programmi televisivi e a persone che della decorazione di torte hanno fatto un mestiere sta spopolando la pasta di zucchero. Simile al marzapane nella funzionalità, si tratta di una pasta modellabile che potrete colorare, lavorare a vostro piacimento e adattare alla forma della torta.

Se questi procedimenti vi sembrano comunque troppo complessi e desiderate che la vostra torta sia bella ma con il minimo sforzo allora limitatevi a ricoprirla di glassa allo zucchero. Non dovrete fare altro che preparare una glassa e spalmarla sulla superficie della torta. Per aumentare l’effetto quando la glassa si sarà asciugata aggiungete dei fiori freschi.

Infine potreste anche decorare la torta con lo zucchero a velo servendovi di stencil. Gli stencil decorativi possono essere acquistati nei negozi che vendono materiali per feste ma anche scaricati da internet. Scegliete lo stencil che più vi piace, poggiatelo sulla torta e cospargetela di zucchero a velo. Il risultato sarà un vero successo!

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martedì 18 dicembre 2012

Come preparare dei biscotti “brutti ma buoni”

Non è soltanto un modo di dire. I “brutti ma buoni” detti anche “bruttiboni” sono dei biscotti a base di nocciole tipici del Piemonte che si caratterizzano per l’avere una forma non troppo regolare che si accompagna però ad un sapore davvero gustoso. Se avete voglia di preparare un dolce italiano tradizionale magari per la merenda o per accogliere eventuali ospiti allora potreste cimentarvi nella preparazione di questi deliziosi dolcetti.

Per preparare i brutti ma buoni procuratevi i seguenti ingredienti:

600 grammi di nocciole tostate
miele (un cucchiaio)
albumi (circa 85 grammi)
70 grammi di zucchero
280 grammi di zucchero a velo
Procedete alla preparazione tostando le nocciole. Se hanno la pellicina strofinatele in un canovaccio dopo averle tostate. In un tegame fate poi sciogliere sul fuoco lo zucchero con circa 70 ml di acqua e un cucchiaio di miele mescolando con un mestolo di legno per evitare che si attacchi.

Nell’attesa che lo zucchero si raffreddi, in un robot da cucina adatto all’uso macinate metà delle nocciole tostate. In una ciotola montate a neve gli albumi e, quando saranno ben montati, aggiungete la miscela di zucchero, acqua e miele. Montate per almeno altri dieci minuti e poi inserite lo zucchero a velo continuando a montare.

Adesso non vi resterà che incorporare le nocciole, sia quelle sminuzzate che quelle intere. Amalgamate per bene con un cucchiaio di legno. Ora procedete a dare forma ai vostri biscotti.

Ricoprite una o più teglie con della carta oleata e create delle palline con l’impasto aiutandovi con un cucchiaio. Lasciate abbastanza spazio tra un biscotto e l’altro per evitare che durante la cottura si uniscano. Adesso inserite la teglia in forno preriscaldato a circa 160 gradi per un quarto d’ora.

Una volta cotti potreste ricoprire i brutti ma buoni con dello zucchero a velo oppure lasciarli così. Si consiglia di servirli con un liquore dolce come il marsala ma, se preferite, va benissimo anche un infuso alla frutta, un the o una cioccolata calda. I vostri ospiti  ve ne saranno grati.

 

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giovedì 13 dicembre 2012

Piatti tipici cucina portoghese

La tradizione culinaria portoghese ha radici molto antiche e solide. E’ la tipica cucina di mare con molto pesce (merluzzo soprattutto) ma anche molta carne, con porzioni abbondanti per la felicità di tutti i golosi. Tra le ricette tradizionali più amate spicca “à Alentejana” un piatto a base di porco, preparato nella cataplana, una pentola di rame a chiusura ermetica che riesce a trattenere la fragranza del suino e quella degli alimenti di contorno che possono essere peperoni o vongole.

Primi piatti deliziosi sono la caldei rada, una zuppa di pesce squisitissima, il caldo verde, altra zuppa di verdura con molto cavolo tagliato a fettine accompagnato da patate e lardo affumicato e la sopa de legumes, un passato di verdure insaporito con aromi e vino.
Passando ai secondi, citando solo quelli più consumati visto che nella tradizione gastronomica portoghese sono davvero tanti, abbiamo il pesce spada, la sogliola, il nasello, la triglia: giusto per citarne alcuni, tutti serviti solitamente con verdure o solo patate.

Su tutti spicca lui: il merluzzo. I portoghesi amano particolarmente questa specie marina e la cucinano con molta fantasia e soprattutto maestria. Tra le varie versioni di merluzzo, spicca quella essiccata e salata ma abbastanza comune è anche l’“assado” ovvero il merluzzo fritto con contorno di patate oppure il “cozido” la versione bollita o al forno con cipolle e patate. Ad accompagnare questi prelibati piatti è solitamente un vino rosso fresco, che attenua il gusto deciso del baccalà.

Altro must della cucina portoghese è la “fataça na telha” ovvero il cefalo alla griglia, anche qui una festa di sapori. Passando alla carne, anch’essa molto amata dai português, abbiamo la classica bistecca con patate, la “bife com batatas”, e ancora la carne suina arrosto, la “leitao assado”.
In genere, a completare questo pasto sostanzioso è un formaggio pecorino chiamato “queijo de serra”. E come in tutte le cucine che si rispettino, a chiudere il tutto ci sono i dessert.

Il riso dolce, “arroz doce”, mousse oppure paste come la barriga de freira o la touchinho do ceu, preparati con ricette di tradizione araba a base di mandorle, cannella, miele, noce di cocco, fichi o zucca, un tempo cucinati all’interno di monasteri.

 

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Cosa cucinare a Natale

Stanchi dei soliti menù natalizi? Variate il vostro pranzo di Natale con queste gustose ricette, sono delle alternative ai classici pranzi che ogni anno vi ripropongono.

Partiamo da un antipasto toscano, “crostini di fegatini”, per 4 persone occorrono: 4 fette di pane, 500g di fegatini di pollo, 400g di burro, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 spicchio d’aglio , olio extravergine di oliva e sale. Pulite i fegatini, lavateli e mettetene a cuocere 400g in acqua bollente salata per 5 minuti, scolateli, fondete il burro e unitelo ai fegatini poi frullate fino ad ottenere un paté.

Una volta raffreddato ponete il paté in un foglio d’alluminio, avvolgete e mettete in frigo. Intanto affettate i fegatini rimasti e cuoceteli in padella con olio e aglio, aggiungete il concentrato di pomodoro, salate e fate cuocere per 4 minuti. Tostate le fette di pane, tagliate il paté a fette e disponetene una fetta su ogni crostino, aggiungete i fegatini e servite.

Come primo piatto proponiamo “tagliatelle al ragù”, occorrono 400g di tagliatelle, 400g di carne di manzo e maiale tritata, 100g di salsiccia e 300g di polpa di pomodoro, cipolla, sedano, carota, 40g di burro, 2dl di brodo e 1 dl di vino bianco, sale e pepe. Lavate e tagliate cipolla, carota e sedano, fateli appassire in una pentola con il burro, tagliate la salsiccia e unitela alle verdure insieme alla carne macinata, dopo pochi minuti bagnate con il vino e fatelo evaporare, aggiungete il pomodoro, salate e pepate, lasciate cuocere per 2 ore unendo il brodo poco per volta. Cuocete le tagliatelle e conditele con il sugo.

Come secondo prepariamo “maiale arrosto con limone e finocchio selvatico”. Per 4 persone servono: 1kg di carré di maiale, 2 limoni, 400g di finocchi selvatici, brodo di carne, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Poggiate il carré su un tagliere, incidete tra le costole, togliete la pelle, lavate i limoni ed affettateli, pulite i finocchi, farcite le insenature della carne con i finocchi e le fette di limone. Scaldate l’olio in una pentola e rosolate la carne, salate, pepate e bagnatela col vino poi passatela in forno a 180° per 40 minuti, se necessario aggiungete del brodo.

 

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mercoledì 12 dicembre 2012

Come preparare un dolce con gli avanzi di panettone

Il Natale è alle porte e stiamo per essere sommersi da montagne di panettoni. Per chi ne riceve in gran quantità ed è costretto a pucciarli nel latte a colazione per almeno il mese successivo o a propinarli a parenti in visita per gli auguri, ecco un’idea per riciclare gli avanzi.

Il panettone raffermo può diventare l’ingrediente principale di un piccolo sformato dolce che potrete preparare facilmente in meno di un’ora. Innanzitutto procuratevi i seguenti ingredienti:

300 gr di panettone raffermo
80 gr di zucchero
3 uova
2 dl di latte
2 dl di panna
4 cucchiai di marsala
50 gr mandorle tostate
40 gr di cioccolato fondente
20 gr di burro
In una terrina lavorate le uova e lo zucchero e, dopo aver reso il composto abbastanza omogeneo, aggiungete la panna, il latte e il liquore.

Prendete il panettone e tagliatelo a dadini. In degli stampini (potrete utilizzare quelli dei muffin) precedentemente imburrati e infarinati fate uno strato di dadini di panettone e cospargetelo di gocce di cioccolato fondente e di mandorle tritate. A questo punto versate un po’ del composto preparato nella terrina e sovrapponete un ulteriore strato di dadini di panettone, di nuovo mandorle e cioccolato, la crema e infine un ultimo strato di panettone.

Badate bene di non riempire interamente gli stampini ma solo per due terzi. Una volta formati i vostri panettoncini versate il resto del composto su ognuno di essi per bagnare l’ultimo strato di panettone.

Per la cottura preriscaldate il forno a 170 gradi e fate cuocere i panettoncini per circa 20 minuti. A cottura ultimata aspettate che si raffreddino e poi staccateli con attenzione dagli stampini. Adesso tocca a voi dare spazio alla fantasia. I vostri piccoli panettoni possono essere decorati con frutta candita, ciuffetti di panna, fragole e, se siete dei veri golosi, magari ricoperti interamente di cioccolato fondente.

Se volete stupire i vostri ospiti cospargete gli sformati di zucchero a velo e poi crete una piccola composizione di arance candite, mandorle e gocce di cioccolato. Una foglia di menta renderà il vostro piccolo panettone un grazioso capolavoro culinario.

Provare per credere.

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lunedì 10 dicembre 2012

Come preparare i croissants

La mattina amate concedervi il giusto tempo per una colazione sostanziosa? Siete dei golosi e, al diavolo la linea, non rinuncereste per nulla al mondo ai piaceri della buona tavola? Se la risposta è sì ad entrambe le domande allora un’idea divertente può essere imparare a preparare dei croissants casalinghi. In questa maniera risparmierete sul bar, terrete sott’occhio gli ingredienti e imparerete a fare qualcosa di nuovo (può sempre servire, non si sa mai).

Innanzitutto un po’ di storia. I croissants sono delle brioches che nascono in Austria sotto il nome di kipferl. L’ideazione dei croissants è legata ad una leggenda che vuole siano stati creati da un panettiere austriaco per festeggiare la vittoria di Vienna contro i turchi. Siamo nel 1683 in quella che in storia viene conosciuta come la battaglia di Vienna. Il piano dell’esercito ottomano era di prendere Vienna dal basso, scavando delle gallerie durante la notte. I panettieri, che lavorano nelle ore notturne, sentirono il trambusto e avvertirono l’esercito austriaco. Per ricordare la vittoria fu ideato questo nuovo dolce che ricorda, nella forma, la mezzaluna della bandiera turca.

I croissants sono un classico della prima colazione e possono essere preparati facilmente in casa con i seguenti ingredienti:

500 gr di farina di frumento
300 gr di burro
50 gr di zucchero
10 gr di sale
20 cl di acqua
15 cl di latte
10 gr di lievito di birra
1 uovo
In una ciotola sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e aggiungete zucchero e sale. La miscela così composta dovrà essere versata sulla farina che avrete precedentemente disposto a fontana su una spianatoia. Aggiungete il latte e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Formate un panetto, copritelo con un panno umido e lasciatelo lievitare per circa 2 ore.

Trascorso il tempo necessario lavorate il panetto e stendetelo sulla spianatoia. Al centro della pasta andrà inserito il burro precedentemente steso con il mattarello. Terminata l’operazione piegate la pasta in tre parti e stendetela di nuovo con il mattarello.

Adesso procedete alla piegatura: la pasta va piegata in quattro e di nuovo in due parti e poi messa a riposare in frigorifero per circa mezz’ora. Trascorso il tempo adeguato rimettetete il rettangolo di pasta sulla spianatoia in modo che la giuntura sia alla vostra destra. Adesso stendete di nuovo la pasta e piegatela in tre parti. Fate riposare per un’altra mezz’ora in frigorifero e, di nuovo stesa sulla spianatoia, tagliate la pasta in triangoli. I triangoli di pasta vanno arrotolati procedendo dalla base fino al vertice e poi arcati per far sì che assumano la classica forma a mezzaluna. Poneteli sulla piastra da forno e spennellateli con l’uovo. Lasciateli riposare per un’ora e poi fateli cuocere per circa 20 minuti a 200 gradi.

E la vostra colazione sarà profumatissima e golosissima.

 

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giovedì 22 novembre 2012

Come preparare la pasta da zucchero

Per tutte le cuochine che vogliono diventare delle esperte di torte alla Buddy Valastro non resta che provare provare e provare fino a quando i risultati saranno eccellenti. Tutto è possibile, come creare la pasta da zucchero in casa e non ricorrere al pasticciere. La lavorazione è semplice ma particolarmente faticosa suggeriamo di usare l’impastatrice altrimenti usate la forza della braccia.

Gli ingredienti sono: 400 grammi di zucchero a velo, 5 grammi di colla di pesce, 30 grammi di acqua e 50 grammi di glucosio; il glucosio si trova nei supermercati grandi, nelle pasticcerie oppure nei negozi appositi e nonostante vi sembri una roba di difficile reperimento sappiate che è semplicissimo trovarlo!

Innanzitutto va messa la gelatina a bagno per 12 minuti in acqua fredda, poi va strizzata e versata in una pentola con i bordi alti insieme al glucosio; in 7 minuti circa e a fuoco basso, sempre mescolando con una spatolina di silicone, si fa liquefare il tutto senza però farlo bollire.

Successivamente mettere lo zucchero a velo nell’impastatrice e versare a filo il composto liquido ancora caldo iniziando a mescolare a bassa velocità; se si formano dei grumi aggiungete un paio di cucchiaini d’acqua. Ad un certo punto i grumi si saranno del tutto ritirati, il glucosio e la colla di pesce saranno stati assorbiti dallo zucchero e quindi si può aumentare la velocità dell’impastatrice così da far formare una vera e propria palla di zucchero.

Prendetela con le mani bene asciutte e sistematela dentro della carta di alluminio in modo che non venga a contatto con l’aria.

A questo punto la si può utilizzare per ricoprire qualsiasi cosa, dai cupcakes alle torte di pan di spagna alle decorazioni colorate con la frolla.

Ci sono delle varianti, ossia potete modificare il processo di liquefazione del glucosio e della gelatina utilizzando la tecnica del bagnomaria oppure usando il forno a microonde ricordandovi di mandarlo sempre alla temperatura più bassa per 20 secondi, quindi di toglierlo, mescolarlo e rimetterlo dentro ripetendo l’operazione più volte e usando sempre e comunque delle ciotole apposite. Inoltre il processo di compattamento dello zucchero può essere effettuato anche usando un frullatore se non si ha l’impastatrice, basta che il frullatore sia potente ed abbia delle lame dure altrimenti non ce la fa a compattare il tutto e rischia di rompersi.

 

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Come preparare la pasta da zucchero

Per tutte le cuochine che vogliono diventare delle esperte di torte alla Buddy Valastro non resta che provare provare e provare fino a quando i risultati saranno eccellenti. Tutto è possibile, come creare la pasta da zucchero in casa e non ricorrere al pasticciere. La lavorazione è semplice ma particolarmente faticosa suggeriamo di usare l’impastatrice altrimenti usate la forza della braccia.

Gli ingredienti sono: 400 grammi di zucchero a velo, 5 grammi di colla di pesce, 30 grammi di acqua e 50 grammi di glucosio; il glucosio si trova nei supermercati grandi, nelle pasticcerie oppure nei negozi appositi e nonostante vi sembri una roba di difficile reperimento sappiate che è semplicissimo trovarlo!

Innanzitutto va messa la gelatina a bagno per 12 minuti in acqua fredda, poi va strizzata e versata in una pentola con i bordi alti insieme al glucosio; in 7 minuti circa e a fuoco basso, sempre mescolando con una spatolina di silicone, si fa liquefare il tutto senza però farlo bollire.

Successivamente mettere lo zucchero a velo nell’impastatrice e versare a filo il composto liquido ancora caldo iniziando a mescolare a bassa velocità; se si formano dei grumi aggiungete un paio di cucchiaini d’acqua. Ad un certo punto i grumi si saranno del tutto ritirati, il glucosio e la colla di pesce saranno stati assorbiti dallo zucchero e quindi si può aumentare la velocità dell’impastatrice così da far formare una vera e propria palla di zucchero.

Prendetela con le mani bene asciutte e sistematela dentro della carta di alluminio in modo che non venga a contatto con l’aria.

A questo punto la si può utilizzare per ricoprire qualsiasi cosa, dai cupcakes alle torte di pan di spagna alle decorazioni colorate con la frolla.

Ci sono delle varianti, ossia potete modificare il processo di liquefazione del glucosio e della gelatina utilizzando la tecnica del bagnomaria oppure usando il forno a microonde ricordandovi di mandarlo sempre alla temperatura più bassa per 20 secondi, quindi di toglierlo, mescolarlo e rimetterlo dentro ripetendo l’operazione più volte e usando sempre e comunque delle ciotole apposite. Inoltre il processo di compattamento dello zucchero può essere effettuato anche usando un frullatore se non si ha l’impastatrice, basta che il frullatore sia potente ed abbia delle lame dure altrimenti non ce la fa a compattare il tutto e rischia di rompersi.

 

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mercoledì 21 novembre 2012

Ricetta Muffin crema di datteri e mandorle

Finita la stagione estiva si aprono gli armadi a maglioni e cappotti e i forni a dolcetti, torte e delizie varie. Sarà la vicinanza del Natale o semplicemente il freddo che ci induce a mettere mano a grembiule e guantoni, uova e farina, per cimentarci nella preparazione di manicaretti e leccornie.

Per una merenda gustosa o per una colazione appetitosa può essere una buona idea preparare dei muffin con crema di datteri e mandorle. La preparazione è semplice e, oltre che della particolare teglia per muffin, necessita di pochi ingredienti.

Per la pasta:

200 grammi di farina
130 grammi di zucchero
130 grammi di burro
3 uova (solo il tuorlo)
2 cucchiaini di marsala
1 cucchiaino di zucchero a velo
Per il ripieno dei muffin:

un quarto di latte
3 uova (solo il tuorlo)
20 grammi di farina
50 grammi di zucchero
50 grammi di mandorle
100 grammi di datteri
Innanzitutto preparate la pasta impastando in una ciotola la farina setacciata, il burro, lo zucchero, i tuorli d’uovo e il marsala. Lavorate il composto e poi, avvolto, nella pellicola trasparente, lasciatelo riposare in frigorifero per due ore.

Intanto dedicatevi alla preparazione della crema. Prima di tutto tritate le mandorle e i pinoli (snocciolati). In una ciotola lavorate i tuorli d’uovo con lo zucchero. Poi aggiungete lentamente la farina e il latte che avrete fatto precedentemente bollire. Il composto va così messo sul fuoco e fatto cuocere per qualche minuto fino all’ebollizione, mescolando con un mestolo di legno. Infine aggiungete mandorle e datteri.

Trascorso il tempo necessario, recuperate la pasta dal frigorifero, stendetela e rivestite gli stampini per muffin, che avrete precedentemente imburrato e infarinato. Versate la crema di datteri e mandorle in ogni stampino e richiudete il muffin con un cerchietto di pasta.

La teglia va messa nel forno per circa 20 minuti ad una temperatura di 180 gradi. Una volta dorati sfornateli, fateli raffreddare e sbizzarrite la fantasia con decorazioni di panna e datteri, cacao, zucchero a velo, foglioline… e buon appetito!

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Come pulire il pesce


Il pesce fresco deve essere uno degli alimenti principali in una dieta bilanciata, ma si sa, pulire il pesce pescato da poco è abbastanza fastidioso e le tecniche da adottare per farlo in una maniera corretta sono diverse qui di seguito potrete trovare alcuni consigli utili per  pulire in modo semplice e accurato il vostro pesce che potrete gustare come più vi piace.

Per prima cosa è monto utile adoperare un paio di guanti da cucina così le vostre mani saranno protette e non si impregnerà quel fastidioso e forte odore di pesce che è molto difficile da eliminare. Lavate con molta cura il pesce sotto l’acqua corrente che deve essere necessariamente fredda e di seguito tagliate le pinne adoperando delle forbici da cucina o un coltello abbastanza affilato.

A questo punto spostate il pesce su di un tagliere da cucina ed effettuategli un taglio lungo tutto l’addome arrivando fino alla base della testa. Introducete all’interno dell’animale le vostre dita ed afferrare ed estraetene le interiora; quest’operazione non è facile da portare a termine soprattutto se non si ha uno stomaco forte, ma non perdetevi d’animo! Tale operazione deve essere ripetuta anche per eliminare tutto ciò che si trova all’interno delle branchie, quindi effettuate due tagli e con accuratezza estraete il tutto. A questo punto ripassate il pesce sotto l’ acqua corrette pulendolo bene all’esterno ma soprattutto all’interno agevolandovi con le mani, in questo modo ogni residuo degli organi interni verrà eliminato.

Lavate il tagliere, mettete in ordine un’altra volta il pesce svuotato e a questo punto rimuovete le squame con un coltellino tagliente, è preferibile quello non seghettato, oppure il coltello appropriato tenendolo lievemente obliquo e producendo pochissima pressatura per scongiurare di staccare anche la carne. Sciacquate il pesce ancora una volta e cucinatelo come più vi piace, oppure, per evitare questo lavoraccio ancora una volta, potete congelarlo all’interno di un sacchetto per alimenti, dopo aver fatto scolare tutta l’acqua. Vedrete che una volta che avrete acquisito abilità in questa operazione, riuscirete il pochi minuti e con grande facilità a pulire in maniera perfetta ogni tipo di pesce. In questo modo comprare o ricevere in regalo dell’ottimo pesce fresco, sarà solo un piacere.
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Come fare la torta di castagne


Le castagne sono un delizioso frutto autunnale che è possibile assaporare in diverse varianti e ognuna di esse ci permette di deliziare il nostro palato grazie al gusto, al profumo e alla morbidezza di questi gioielli della natura. Le castagne sono perfette da preparare durante i pomeriggi freddi, chi non approfittava per scaldarsi le mani gelate mentre sbucciava le caldarroste? Comunque sono veramente tantissime le modalità di preparazione delle castagne, le si possono fare lesse, arrosto, glassate e tra tutte, una deliziosa variante potrebbe essere quella di preparare un’ottima e profumata torta di castagne. Questo dolce preparato con le castagne lesse resta morbido e umido anche dopo la cottura ed è molto semplice da fare. Iniziate col procurarvi gli ingredienti:

500 g di castagne bollite
250 g di zucchero
100 g di burro
4 uova
80 gr di cioccolato amaro
Una tazzina di rum
una bustina di lievito per dolci
Procedete con l’incidere le castagne e porle in una pentola piene d’acqua fredda e salata, cuocetele fino a che risulteranno morbide. Toglietele dall’acqua e prima che si raffreddino del tutto sbucciatele completamente, privandole anche della pellicina e mettetele da parte, in una ciotola. Con l’aiuto di una  forchetta o di uno schiacciapatate, schiacciatele fino ad ottenere una crema. In seguito dividete gli albumi dai tuorli  e montate i primi a neve ferma aggiungendovi un pizzico di sale. In una ciotola a parte sbattete i tuorli, unitevi lo zucchero, il burro fuso e tiepido e procedete mescolando il tutto. A questo punto unitevi il cacao, il lievito, il rum e la polpa di castagne che avete già ridotto a crema.

Adesso potrete aggiungervi gli albumi montati a neve, mescolando con attenzione dal basso verso l’alto aiutandovi con una spatola stando attenti a non smontarli. Travasate il prodotto in una  tortiera precedentemente imburrata e lasciatela cuocere in forno preriscaldato a 180° C per 40/50 minuti. Procedete sempre con la verifica stuzzicadenti che introdotto nella torta, dovrà venire fuori inumidito ma non bagnato. Non fate cuocere più del dovuto la torta oppure si seccherà troppo difatti la peculiarità di questo dolce è che sia umido all’interno ma in ogni caso cotto. Dopo averlo sfornato aspettate che si raffreddi prima di spolverizzarlo con lo zucchero a velo.

giovedì 25 ottobre 2012

Coccolarsi con la torta di mele

come preparare la torta di meleNei freddi pomeriggi invernali si ha sempre il desiderio di sentirsi un po’ coccolati e non c’è cosa migliore che starsene sul divano, avvolti da una morbida coperta di pile e riscaldati dal fuoco del camino a guardare un romantico film d’amore. Questa rilassante situazione sarebbe perfetta se ad addolcire il tutto ci fosse anche una gustosa e profumata torta di mele. Si, un dolce semplice, forse troppo, ma che grazie alla sua genuinità e alla sua semplicità resta sempre uno dei dolci più buoni da gustare e adatto a tutte le ore della giornata.

Inoltre è una torta molto semplice da preparare, anche se ne esistono diverse varianti, infatti, se si vuole, si può aggiungere un tocco personale ad ogni ricetta, qualcosa che secondo il proprio gusto personale può dare un tocco in più a qualcosa che è già ottimo di per se. Nel caso della torta di mele posso suggerirvi la mia ricetta, una ricetta preziosa perché trovata in un quaderno di cucina di mia nonna e che è talmente semplice da eseguire che potrebbe prepararla davvero chiunque.

Allora, per iniziare dovete procurarvi 3 mele, va bene qualsiasi tipologia, dalle mele annurche a quelle renette, insomma quelle che preferite; poi preparate la farina, lo zucchero, olio di semi, 3 uova, sale fino, vanillina, scorza e succo  di mezzo limone, latte e lievito in polvere. Sbucciate le mele, tagliatele a tocchetti e innaffiatele con del succo di limone in modo che non anneriscano.

Mettete in una ciotola a parte le 3 uova senza dividere i tuorli dagli albumi, aggiungetevi 6 cucchiai ben colmi di zucchero, un pizzico di sale, la buccia grattugiata del limone, una bustina di vanillina e sbattete energicamente con una frusta da cucina. Quando uova e zucchero saranno ben amalgamati aggiungetevi un bicchiere di olio di semi e uno di latte, continuate a sbattere. Aggiungetevi la farina setacciata, poco per volta, continuando a sbattere con la frusta e finchè il composto non risulterà ben omogeneo e denso. Infine unitevi una bustina di lievito in polvere. A questo punto potete aggiungervi le mele precedentemente tagliate, amalgamate ancora il vostro composto e mettete il tutto il uno stampo per dolci imburrato e infarinato e poi in forno a 180° per 40 minuti. Una volta sfornato aspettate che si raffreddi un po’ e dopodiché deliziatevi con uno dei dolci più buoni al mondo.

 

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mercoledì 24 ottobre 2012

Torta oreo: cioccolato, che passione!

come preparare la torta oreoUna tra le torte più golose da preparare e soprattutto da mangiare è la torta oreo, questa è ottima per gli amanti del cioccolato. E’ un vero e proprio paradiso del gusto e delle calorie, buona, gustosa, morbida e dolcissima. Prepararla è molto semplice ed è adatta sia come un dessert da fine pasto che per un dolce spuntino pomeridiano. Ovviamente, questa meravigliosa torta è un’acerrima nemica delle diete, ma se almeno si decide si assaggiarla, per fare uno strappo alla regola, si è sicuri che ne sarà valsa la pena, dato che le calorie assimilate valgono più per il gusto che per i kg di troppo che ne conseguiranno.

Per prepararla a casa propria, bastano solo alcuni ingredienti come una torta al cioccolato preparata con cacao amaro, 200ml di panna da montare 1 confezione di biscotti Oreo e mezzo bicchiere di Baileys. Alla torta viene aggiunto molto cacao amaro in modo da dargli quel colore molto scuro tipico dei biscotti oreo, ma molte persone vi uniscono addirittura del colorante nero, anche se ciò la rende meno genuina, quindi sarebbe meglio limitarsi ad utilizzare gli ingredienti di base.

Preparate la torta e nel frattempo montate la panna fresca che è sempre meglio della panna spray che non mantiene mai bene il suo volume e la sua consistenza, infatti una volta che il dolce è stato decorato, la panna tende a sciogliersi bruscamente. A questo punto lasciate refrigerare la torta e poi spaccate tre anelli.

afferrate la base e irroratela con il baileys disciolto con acqua o latte, poi stendete uno strato omogeneo di panna, rifate l’operazione per gli altri dischi, terminate con uno strato di panna. Concludete con gli oreo spezzettati. Tenete in frigorifero finchè non arrivi il momento giusto per servirla. Se mettete al posto del baileys dell’ acqua zuccherata. Questa torta è adatta veramente ad ogni occasione, anche per le feste di compleanno dei vostri bambini che avranno una golosa torta a cioccolato e panna che sta davvero spopolando in tutto il mondo e le cui ricette hanno invaso anche il mondo di internet nelle sue diverse varietà. Provatele tutte per scoprire quella più buona.
 fonte:notiziariodelweb

martedì 23 ottobre 2012

Piatti tipici francesi

piatti tipici cucina franceseLa raffinata cucina francese è sicuramente una delle più stimate e conosciute al mondo grazie al suo tocco, al suo sapore che l’hanno resa rinomata in tutto il mondo. L’attuale gastronomia francese è nata verso la fine del Medioevo per poi raffinarsi nel Seicento, nelle cucine del Palazzo di Versailles.

Essa mostra molti tratti che potrebbero essere aderenti a quelli della cucina italiana, specialmente per quanto riguarda le disuguaglianze che si trovano tra le varie regioni. Può essere inoltre definita una cucina più mediterranea nella parte meridionale del paese e mitteleuropea a nord di questo. La pasta, a differenza dell’ Italia non è prediletta infatti si fa uso di piatti unici a base di carne o pesce.

I formaggi sono sicuramente immancabili e le salse ed i dolci sono sicuramente la punta di diamante della gastronomia francese. La prima colazione in Francia è molto simile a quella italiana, generalmente consta in una bevanda calda come il caffè, il tè o il latte, pane spalmato di burro, confettura di frutta e cereali. Le viennoiseries, dolci di pasta sfoglia molto simili ai croissant, sono tra i prodotti tipici francesi per la colazione.

Per quanto riguarda il pranzo si può notare che l’entré o antipasto è composto quasi sempre da un piatto unico di verdura non cotta o affettati, seguito da una portata di carne o pesce accompagnata da verdure scottate. Per la cena al posto dell’antipasto si serve solitamente una zuppa, seguita da piatto cardinale e dal dessert che può essere o a base di farina, burro, acqua e zucchero con l’aggiunta del rosso d’uovo. Un altro tipo di dolce d’accompagnamento può essere il pain au chocolat, a base di pasta dolce lievitata, c’è poi la tarte Tatin, un dolce di mele capovolto. La Francia è terra di formaggi e vini, specialità che l’hanno resa popolare nel mondo.
Tra i formaggi i più conosciuti sono i caprini produzioni della zona centro settentrionale e in Provenza, i formaggi di mucca prodotti nella zona centro-meridionale e nella zona alpina dello Jura come il Comte, il Morbier e i prelibati formaggi di Normandia tra cui il Brie e il Camembert.
fonte:scrivionline.it

lunedì 22 ottobre 2012

Piatti tipici romani

Piatti tipici romaniQuesta è una cucina basata su ingredienti di provenienza agreste e campagnola, di derivazione vegetale ed animale, cucinati secondo ricette spesso lasciate in eredità in famiglia. La cucina romana è una delle più conosciute di tutta l”Italia. I piatti caratteristici romani sono l’ ostentazione di molteplici ristoranti, preparati con passione e semplicità. Uno dei piatti peculiari della cucina romana è la carbonara, una ricetta antica, che bisogna conoscere necessariamente se ci si vuole sentire davvero appartenenti alle tradizioni della capitale.

I capisaldi di questa cucina sono i primi piatti, sia secchi sia in brodo; possono essere preparati con pasta o verdure e legumi e quindi ceci, patate, fagioli o broccoli. Il quinto quarto, altro piatto tipico, è quel che rimane della animale vaccino o ovino dopo che sono state messe in vendita ai signori le parti pregevoli, i due quarti anteriori e i due quarti posteriori. Quindi comprende tutto quello che è commestibile delle interiora cioè la trippa, i rognoni cioè i reni dell’ animale che devono essere tenuti a bagno in acqua acidulata con limone prima di cuocerli e poi ci sono il cuore, fegato, milza, pancreas ed altre varie ghiandole oltre a lingua e cervello. Se vi conquista l”agnello, potete anche degustare le braciole d”abbacchio fritto o l”abbacchio alla cacciatora, cucinato genuinamente con olio e un po” di aceto.

Chi preferisce i sapori forti, trippa alla romana o coda, di manzo o di vitello, alla vaccinara sono l’ideale. Il baccalà e le alici sono protagonisti delle ricette di pesce, tipici i timballi di alici e il baccalà con capperi e acciughe.Tra i dolci tradizionali che tempo fa erano congiunti a delle feste, ma che ora sono inserite nei menu romani di tutti i ristoranti e in ogni giorno dell’anno come i maritozzi fatti a forma di panino con il composto di uva sultanina, pinoli e frutti glassati, imbottiti con la panna. C’è poi la zuppa inglese alla romana fatta di crema pasticcera, pan di spagna e panna montata. Le castagnole invece sono delle piccole palline deliziose del diametro fritte nell”olio bollente al profumo di rum.
fonte: blogvillaggi.it

Piatti tipici siciliani

Piatti tipici siciliani.La Sicilia oltre ad un clima e paesaggi magnifici offre una cucina eccellente, piatti ricchi di sapore e genuinità tutta a tinte mediterranee. Gli agrumi dai profumi intensi accompagnano ogni tipo di piatto, dall’antipasto a l dolce. Le melanzane sono l’ingrediente principale di alcuni piatti tipici di questa terra, come la pasta alla norma o le melanzane alla parmigiana. Non dimenticate poi il fantastico cus cus alla trapanese, un piatto che ha rimandi a terre lontane ma che è assolutamente made in Italy.

Per iniziare un ottimo pranzo siciliano si deve assolutamente cominciare dalla caponata di verdure, composta da vari ortaggi soffritti in olio e poi conditi con aceto ed valorizzati con olive, capperi e acciughe. La caponata a base di melazane è di sicuro la più buona oltre ad essere quella classica. Come primo piatto è d’obbligo scegliere la la pasta con le sarde, diffuso nella zona di Palermo, Bagheria e Cefalù si è poi esteso a tutta l’isola e fa parte dell’antica tradizione marinara, tanto semplice nella sua esecuzione ed incrementato dai sapori dei capperi, finocchietti selvatici, pepe, pinoli e uvetta.

Tra i secondi di carne, particolarmente saporito è il falsomagro, vitello magro foderato da uova sode tagliate a fette, formaggio, salsiccia sbriciolata e prosciutto. I dolci sono tra i più golosi al mondo e allo stesso tempo creati con ingredienti semplici e genuini; i cannoli imbottiti di ricotta zuccherata, pistacchi e frutta candita, alla cassata, il pandispagna ricoperto di crema di ricotta, la pasta di mandorle e la pignolata. I gelati  preparati con il pistacchio di Bronte restano impressi nella mente dei più golosi grazie alla loro superba bontà, come sono indimenticabili le colazioni con brioche ripiene di granita.

I profumi inebrianti dei vini quali il Marsala, il Passito di Pantelleria, e la Malvasia delle Lipari, sono una delle particolarità di questi prodotti che accompagnano in maniera eccellente sia i dolci che i primi e secondi piatti. Il Nero d’Avola è di sicuro tra i vini più famosi, che con il suo gusto prepotente si abbina in maniera perfetta sia al pesce che alla carne.
 fonte: viaggiareonline.it

Oggi si mangia giapponese!

piatti tipici cucina giapponeseLa cucina giapponese, oltre ad essere gustosa, è anche sana grazie alle sue grandi quantità
di pesce e pochi grassi.
Cominciamo il nostro gustoso excursus dal piatto più famoso: il sushi. Il sushi si prepara con riso modellato a polpettine e condito in aceto, zucchero e sale ripieno di pesce crudo. Al piatto si aggiunge il wasabi, una pasta proveniente dalla pianta wasabi japonica. Piccola curiosità: il sushi è la prima versione dei fast food. Il piatto fu ideato, infatti, per essere venduto sulle bancarelle a ridosso dei luoghi di lavoro per coloro che avevano solo pochi minuti per la pausa pranzo. Altro piatto clou è il sashimi. Sempre pesce crudo tagliato a filetti con salsa di soia e rapa.

Il sashimi più pregiato è quello preparato con il tonno. Nei ristoranti di lusso è servito su una barchetta di legno, e per rendere il servizio ancora più scenografico, questa viene posta su una piccola cascata.
Altra pietanza è il sukiyaki, fettine di manzo cotte in brodo con salsa di soia, zucchero e sakè accompagnate da verdure e tofu.

Il takoyaki sono polpettine di polpo, tipiche della cucina di Osaka. Per cucinarlo si utilizza una particolare padella ad incavi; questa donerà al piatto la tipica forma a palla.
Gli udon sono gli spaghetti di grano tenero, utilizzati anche nella cucina coreana. Vengono serviti in brodo in diverse varianti, poi guarniti con gamberi e tofu fritto. Altri spaghetti sono i soba che nascono col grano saraceno e, anche in questo caso, si possono cucinare in brodo o asciutti, su piatti in legno di bambù accompagnati da salsa di soia, uova e cipolline.

I ramen sono la terza versione degli spaghetti giapponesi. Cucinati a mò di zuppa con uova e alghe crude, ma attenzione, la loro genesi è cinese. Altra curiosità, se in un ristorante trovate che i commensali siano troppo rumorosi nel mangiare non prendetelo come segno di maleducazione. Tradizione vuole che i ramen si mangino in modo molto chiassoso.
Chiudiamo il nostro ricettario nipponico con un must dei drink giapponesi: il sakè. Il sakè è un liquore ottenuto con la fermentazione del riso, si narra che abbia origini millenarie e resta ancora oggi una delle bevande più consumate nel paese.

fonte: atuttovacanze.it

Come fare il mojito

come preparare il mojtoIl mojito è uno dei drink più buoni e più in voga del momento!

E’ un cocktail prevalentemente estivo dati gli ingredienti che lo costituiscono, ma per la sua bontà sarebbe perfetto in ogni periodo dell’anno. Se pensate di dare un party estivo nel vostro giardino, potreste avere l’idea geniale di preparare da soli, a casa vostra, questo fantastico drink; preparare un impeccabile mojito non è complicato, specialmente se seguirete queste semplici direttive qui di seguito. Quest’ ottimo drink è lievemente alcolico, piacevolmente freddo, abbeverante ed inevitabilmente rinvigorente, deve la sua generalità paterna al barman Angelo Martinez, che lo creò nel suo famoso bar “La Bodeguita del Medio” a l’Avana.

Ma ecco a voi tutti gli ingredienti che servono per un perfetto mojito preparato con le vostre mani: 5/10 di rum chiaro divenuto vecchio da 3 anni; qualche goccia di rum ambrato invecchiato da 7 anni; 5/10 di acqua effervescente; circa 4 fettine di lime; 3 cucchiaini di zucchero di canna; alcune foglie di menta; e del ghiaccio tritato finemente; e non dimenticate una cannuccia. Adesso, dopo aver appurato tutti gli ingredienti, ci si può dedicare alla preparazione della bevanda.

Sciacquate per primo il lime e tagliatelo a pezzetti, e quindi collocateli nel bicchiere, insieme a 3 cucchiaini di zucchero di canna. A questo punto potete finalmente tritare con attenzione il tutto per premere il lime ed amalgamarlo con lo zucchero. Unite, in conseguenza di ciò, qualche fogliolina di menta e triturare poi il ghiaccio e colmate il bicchiere fino all’orlo, travasare ora il rum e l’acqua frizzante, colmando il bicchiere fino al vertice, unendo alcune altra foglie di menta, mescolate lentamente con l’aiuto di un cucchiaio per far salire nuovamente il lime e lo zucchero e completate il drink con un po’ di rum ambrato e invecchiato 7 anni e, ovviamente, una cannuccia per gustarlo in tutta tranquillità e farsi inebriare dal gusto e dalla freschezza che contraddistinguono il mojito.

A questo punto non vi resta altro da fare che brindare in compagnia dei vostri amici più cari per iniziare una serata divertente ed indimenticabile a casa vostra. Alla salute!completamente fissata e pronta a sostenere il peso di…tutti gli oggetti della vostra vita!

fonte:comesicucina

venerdì 19 ottobre 2012

Cosa ordinare al ristorante giapponese

ricette cucina giapponeseSu tutto il territorio italiano sono ormai diffusissimi ristoranti specializzati in cucine orientali. Tra questi i più frequentati sono di certo i ristoranti giapponesi dove è possibile provare piatti gustosi della cucina nipponica.

Il riso è l’alimento alla base della cultura alimentare giapponese e lo ritroverete praticamente in quasi tutti i piatti. Tra le pietanze più esportate e che di certo troverete in ogni buon ristorante giapponese, vi è il Misoshiru, una zuppa di Miso (soia che ha subito un processo di fermentazione) che contiene dashi (brodo di pesce), Katsuobushi (tonno essiccato) e konbu (un’alga).

Una volta riscaldato il palato, passate ad un altro piatto cult: gli Onigiri. Si tratta di piccoli involucri ripieni di riso e alghe, spesso accompagnati da carne o pesce, che potrete immergere a piacimento nella salsa di soia.

Adesso passate al Sashimi, pesce crudo (prevalentemente tonno) che viene tagliato secondo un metodo particolare. Nei ristoranti meglio attrezzati vi verrà richiesto che taglio preferite tra Otoro, Chutoro o Akame.

Altro piatto tipico è la Tempura. Semplice e appetitoso è ricavato dalla frittura di verdure o pesce passati precedentemente in una pastella di acqua e farina.

Ma il re della cucina giapponese è di certo il Sushi. Alla base della preparazione del Sushi vi è il riso che viene insaporito con aceto di riso e zucchero. Scegliete voi se accompagnarlo con pesce crudo, verdure o alghe e non dimenticate di imbeverlo nella salsa di soia per renderlo ancora più succulento.

Se ancora non siete sazi potreste chiedere un dessert. Il più gustoso è di certo l’Anmitsu, un dolce con gelatina di alghe rosse, confettura di fagioli, piselli e frutta.

La cucina giapponese non avrà più segreti per voi se non vi asterrete dall’assaggiare il Sake, un liquore ottenuto dalla fermentazione del riso che ha origini antichissime. In alternativa potreste ordinare uno Shōchū, bevanda alcolica ricavata dalla distillazione di orzo, riso e patate dolci.
FONTE: Pressmarketing.it

La cucina indiana, tra spezie e piatti tipici

piatti tipici cucina indianaI piatti tipici della cucina indiana sono molto speziati e ricchi di carne, latticini e verdure. A seconda della zona dell’India in cui vi trovate, assaggerete pietanze prevalentemente a base di carne (India settentrionale) o per lo più vegetariane (India meridionale).

Se scegliete di provare un piatto di carne potreste ritrovarvi a mangiare anche il piatto, anch’esso particolarmente gustoso: spesso infatti la carne è accompagnata o addirittura posata su di una sorta di piadina, la cosa più vicina al pane che troverete in India.

Il pane indiano conosce preparazioni differenti ma è sempre rigorosamente non lievitato. C’è il Roti, tondo e a base di farina integrale; il Besan Roti ricavato dalla farina di ceci e cosparso di ghee (una sorta di burro) e il Chapati, pane di frumento cotto sulla tawa (una piastra calda) e poi messo direttamente a contatto col fuoco per dargli una forma tondeggiante.

Tipico dell’India è anche il Papadum, una focaccia di farina di lenticchie che potreste ritrovare anche sbriciolata nel riso.

Il riso indiano è di vari tipi che variano a seconda del condimento ma anche del tipo di cottura. Tra i più diffusi il Pilaf, cotto al forno e insaporito con brodo e spezie, e il Biryani, un riso molto speziato e condito con ghee e piselli.

Tra i dolci più noti vi è certamente il Gulab jamun, preparato mescolando la farina con latte, acqua di rose e zafferano. Il composto va poi fritto e consumato in occasioni particolari come feste e matrimoni.

Il Kheer è invece un dessert a base di riso e latte, insaporito con cardamomo, zafferano, pistacchi, mandorle e uva passa.

La bevanda più diffusa in India è il the (famosissimo quello Darjeeling) aromatizzato con le spezie più varie tra cui pepe, anice, zenzero, cardamomo, semi di garofano e cannella, ma anche mandorle e pinoli.

In India, o in un buon ristorante indiano, vi capiterà di assaggiare anche il Lassi, una bevanda fredda a base di yogurt, limone e cumino, a cui viene aggiunto zucchero o sale.

E a fine pasto provate il Paan, un involtino di foglia di betel che racchiude un impasto di noce di areca, tabacco, pasta rossa e lime. Non va ingoiato ma solo masticato lentamente ed è la versione indiana del nostro digestivo.
FONTE: VACANZE.NAME

giovedì 11 ottobre 2012

Raccolta di ricette di Halloween

Oggi su Misya.info ho trovato una bellissima sezione nuova completamente dedicata alla festa di Halloween. La sezione è veramente ben realizzata, ci sono tante idee per organizzare le feste per i nostri bimbi cucinando biscotti a forma di zucca, dolci di halloween e ricette spaventose come le mani di strega. Ecco la raccolta di ricette di halloween di Misya .

Io ho provato a realizzare le mani di strega, vengono veramente bene , sono carine e se presentate bene sono molto ma molto spaventoooose :)

mercoledì 10 ottobre 2012

Ricette per il menù di Halloween

Si sta avvicinando la “festività adottata dagli States” e la notte “più spaventosa dell'anno: Halloween ma, per far divertire i bambini, sarebbe divertente organizzare una cena “a tema”.

L'ingrediente principale e, ovviamente, la zucca arancione che, in tanti film viene scavata e intagliata.

Una decorazione per la tavola ideale ma fate attenzione a farla asciugare bene all'interno altrimenti avrete piccoli insetti che gireranno attorno al tavolo... una scenografia ideale ma molto poco igenica.

Ecco le proposte per un menù veloce e salutare.

Zuppa di zucca

Far cuocere un'abbondante quantità di zucca con qualche carota e una patata. aggiustare di sale, aggiungere un filo d'olio. Quando tutti gli ortaggi saranno morbidi spegnere il gas e scolarli. Passare il tutto nel mixer e creare una crema alla quale aggiungere molto pecorino (o qualsiasi formaggio piccante). Portare a tavola calda e, per gli adulti, aggiungere crema di peperoncino rosso.

Per la decorazione si può versare la crema dentro una zucca svuotata.

 

Tagliatelle di zucca

In un tegame soffriggere della cipolletta, aggiungere il tritato, la zucca tritata e far cuocere facendo attenzione a non attaccare il composto. Regolare di sale e pepe. Non appena il tritato sarà cotto aggiungere una confezione di panna liquida e amalgamare il tutto. (aggiungere a piacere del peperoncino rosso).

Cuocere le tagliatelle, scolarle e versare, per amalgamare il tutto, nel tegame del tritato.

Per la decorazione si può versare la crema dentro una zucca svuotata.

Vol au vent

Schiacciare con una forchetta la zucca precedentemente cotta e amalgamare il tutto con un formaggio morbido (meglio se alle erbe). Aggiungere erba cipollina o cipolletta fresca tagliata minuziosamente.

Far raffreddare in frigorifero la crema e versare il composto nei canestrini all'ultimo minuto altrimenti la pasta sfoglia si potrebbe ammorbidire troppo e rompersi.

I Vol au vent si possono comprare già pronti al supermercato o prepararli con la pastasfoglia da acquistare al banco frigo. Con questa soluzione si potranno scegliere le dimensioni del canestrino.

Pollo fritto con contorno di zucca all'agrodolce

Tagliare la zucca cruda a fettine rettangolari spesse circa un centimetro. Nel frattempo cuocere per almeno mezz'ora delle rondelle di cipolla con acqua e sale.

Preparare in un pentolino una salsa all'agrodolce portando ad ebollizione 6 cucchiai da portata di zucchero e 200 ml di aceto. Una volta spento il fuoco versare la cipolla e lasciare riposare.

Soffriggere le fette di zucca nell'olio d'oliva bollente e, appena avranno assunto una colorazione dorata, uscire la zucca e con una schiumarola e disporla a strati in un tegame.

Ciascuno strato dovrà essere condito con abbondante manciata di foglie di menta, aglio tritato (quantita in base ai gusti) e salsa all'agrodolce.

Appena saranno condita tutta la zucca accendere a fuoco lento per massimo 5 minuti facendo attenzione a mescolare le fette (per non farle attaccare) senza romperle.

Lasciare raffreddare la pietanza e riporle in frigorifero. E' un contorno che va servito freddo.

Conservare un po' di olio già fritto e della salsa all'agrodolce. Poco prima di sedersi a tavola, passare i petti di pollo nella salsa all'agrodolce e friggere il tutto con l'olio che è rimasto dalla zucca.

Torta alla zucca

Sbucciare la zucca e tritarla finemente. In una ciotola mescolare 3 uova, 300 gr di zucchero, 1 bicchiere di olio di semi, 300 grammi di farina, una bustina di lievito e un pizzico di sale. Non appena il composto sarà omogeneo aggiungere la zucca. Scaldare nel frattempo il forno fino a 180 gradi e cuocer la torta per 20 - 25 minuti. Decorare la torta con della marmellata di arance disegnando la faccia di una zucca.

Fonte: Corriereinformazione.it

lunedì 8 ottobre 2012

Ricette dolci light:: ecco un libro guida

Mangiare dolci gustosi restando in una taglia 40. E non stiamo parlando di insipide torte vegetali, ma di vere e proprie prelibatezze: dal babà alla napoletana ai cannoli alla siciliana, per intenderci. Impossibile? Non per le gemelle Squizzato. Laura e Silvia, volti noti di Rai 2, hanno raccolto la sfida: realizzare ricette gustose ma amiche della linea, e condividerle con il loro pubblico. Nasce così I nostri dolci light: un insieme di idee e consigli, raccolti grazie al contributo di chef e amici appassionati di cucina, per preparare dessert squisiti e nello stesso tempo poveri di grassi e calorie. Cento ricette pensate proprio per tutti coloro che, pur volendo restare in forma, proprio non ce la fanno a rinunciare ai dolci.

Ma come inizia questo viaggio alla scoperta della “leggerezza”? “Siamo tutte e due ghiotte, soprattutto di dolci – raccontano le autrici – per chi fa il nostro mestiere, la nostra taglia 40 è quasi un obbligo contrattuale. Quindi, oltre a fare molta ginnastica, dobbiamo stare attente a quello che mangiamo e attentissime ai dolci che assaporiamo”. L’idea nasce da qui: “A tutti i cuochi che incontravamo nei ristoranti che frequentavamo e a tutti gli amici esperti di cucina chiedevamo in regalo delle ricette di piatti salati, ma soprattutto di dolci. Però dovevano essere “light”, qualunque cosa voglia dire. Non siamo nutrizioniste, non chiedevamo ricette con un preciso ammontare di calorie, però sappiamo che i grassi, che peraltro amiamo, sono buonissimi, ma sono un nemico. Quindi cercavamo dei piatti ghiotti e al contempo poveri di grassi e di calorie”. In particolare, nel viaggio delle gemelle su e giù per l’Italia, “il contributo più prezioso è stato quello di Alberto Citterio, un cuoco adorabile che abbiamo conosciuto quando era chef dell’Hotel Le Sirenuse di Positano e ora lavora presso l’Hotel Seven Stars di Milano”.

Non solo ricette, ma anche numerosi consigli per imparare a orientarsi nell’universo light. Sfatando molti luoghi comuni. Fin dall’etichetta: lo sapevate, per esempio, che quando si parla di dolcificanti bisogna fare molta attenzione ed evitare aspartame o saccarina, prediligendo miele o fruttosio? Sì, perché un prodotto è realmente light solo se rispetta i parametri stabiliti dall’Unione Europea. I dolcificanti naturali sono sempre preferibili agli edulcoranti o dolcificanti artificiali, e non è vero che i prodotti “senza zucchero” non fanno ingrassare. Ecco: passo dopo passo, le simpatiche gemelle Squizzato vi conducono alla scoperta di un’alimentazione più sana, e di un ritrovato benessere.

Il volume è di facile consultazione, diviso a tappe: tanti gradini da salire senza fretta. Si parte con le ricette base, per poi proseguire con grandi classici, semifreddi, gelati, sorbetti e granite, torte, crostate e biscotti, mousse, bavaresi e soufflé, macedonie, marmellate e composte, fino al pane dolce. Tutte le ricette, poi, sono indicate in fondo in ordine alfabetico. E, man mano che sfoglierete – e assaggerete – vi stupirete. Perché il trucco è quello di selezionare e miscelare con attenzione ed equilibrio gli ingredienti. E come per magia, crema pasticcera, tiramisù, millefoglie, crème caramel diventano light. Provare (e gustare) per credere.

Le autrici - Laura e Silvia Squizzato, gemelle omozigote, sono laureate in Lettere antiche. Entrambe giornaliste professioniste, hanno lavorato per anni nelle redazioni di quotidiani e televisioni locali. Nel 2006 approdano in Rai conducendo Vivere il mare. Dopo aver partecipato a Insieme sul due diventano inviate speciali del programma Mezzogiorno in famiglia, in onda su Rai 2 ogni sabato e domenica mattina, per raccontare anche le sfide gastronomiche dalle piazze più suggestive d’Italia. Hanno all’attivo due esperienze cinematografiche: Gianni e le donne di Gianni di Gregorio, e Com’è bello far l’amore di Fausto Brizzi.

 

Fonte: Affraitaliani.libero.it

giovedì 4 ottobre 2012

Dolci light: 100 ricette facilissime

Mangiare dolci gustosi restando in una taglia 40. Un sogno che sembra possibile, secondo il nuovo ricettario delle  gemelle Squizzato. Laura e Silvia, volti noti di Rai 2, che hanno raccolto la sfida: realizzare ricette gustose ma amiche della linea, e condividerle con il loro pubblico. Nasce così ''I nostri dolci light - oltre 100 ricette facili e veloci'' (Gribaudo - 160 pagg, 16.90 euro) : un insieme di idee e consigli, raccolti grazie al contributo di chef e amici appassionati di cucina, per preparare dessert squisiti e nello stesso tempo poveri di grassi e calorie.

 

Cento ricette pensate proprio per tutti coloro che, pur volendo restare in forma, proprio non ce la fanno a rinunciare ai dolci. “Siamo tutte e due ghiotte, soprattutto di dolci – raccontano le autrici – per chi fa il nostro mestiere, la nostra taglia 40 è quasi un obbligo contrattuale. Quindi, oltre a fare molta ginnastica, dobbiamo stare attente a quello che mangiamo e attentissime ai dolci che assaporiamo”. L’idea nasce da qui: “A tutti i cuochi che incontravamo nei ristoranti che frequentavamo e a tutti gli amici esperti di cucina chiedevamo in regalo delle ricette di piatti salati, ma soprattutto di dolci. Però dovevano essere “light”, qualunque cosa voglia dire. Non siamo nutrizioniste, non chiedevamo ricette con un preciso ammontare di calorie, però sappiamo che i grassi, che peraltro amiamo, sono buonissimi, ma sono un nemico. Quindi cercavamo dei piatti ghiotti e al contempo poveri di grassi e di calorie”.

 

''La volonta delle autrici - scrive il re dei pasticceri italiani, Iginio Massari - e' stata di 'rivestire' il dolce con abiti nuovi, senza stravolgere la caratteristica del gusto. E girovagando di citta' in citta' hanno ridisegnato un'altra Italia: quella dei dolci ligh. Quella del loro vivre, del loro bell'aspetto esteriore e soprattutto del loro cuore''.

 

In particolare, nel viaggio delle gemelle su e giù per l’Italia, “contributo prezioso è stato quello di Alberto Citterio, un cuoco adorabile che abbiamo conosciuto quando era chef dell’Hotel Le Sirenuse di Positano e ora lavora presso l’Hotel Seven Stars di Milano”. Non solo ricette, ma anche numerosi consigli per imparare a orientarsi nell’universo light. Sfatando molti luoghi comuni. Fin dall’etichetta: lo sapevate, per esempio, che un prodotto è realmente light solo se rispetta i parametri stabiliti dall’Unione Europea. I dolcificanti naturali sono sempre preferibili agli edulcoranti o dolcificanti artificiali, e non è vero che i prodotti “senza zucchero” non fanno ingrassare.

Passo dopo passo, le gemelle Squizzato vi conducono alla scoperta di un’alimentazione più sana, e di un ritrovato benessere. Il volume è di facile consultazione, diviso a tappe: tanti gradini da salire senza fretta. Si parte con le ricette base, per poi proseguire con grandi classici, semifreddi, gelati, sorbetti e granite, torte, crostate e biscotti, mousse, bavaresi e soufflé, macedonie, marmellate e composte, fino al pane dolce. Tutte le ricette, poi, sono indicate in fondo in ordine alfabetico. E, man mano che sfoglierete – e assaggerete – vi stupirete. Perché il trucco è quello di selezionare e miscelare con attenzione ed equilibrio gli ingredienti. E come per magia, crema pasticcera, tiramisù, millefoglie, crème caramel.

 

Fonte: Ansa

mercoledì 3 ottobre 2012

Ricetta: crostata di frutta


Fate la pasta frolla come al solito facendola riposare a lungo, meglio se la preparerete la sera prima. Stendete poi la pasta in un disco che sistemerete nella tortiera, imburrata e infarinata, in modo da rivestire il fondo e le pareti, formando il solito bordo rilevato.

Preparate la crema pasticcerà e quando sarà pronta, continuate a mescolarla ogni tanto, finché sarà tiepida. All'interno della tortiera rivestita di pasta, disponete un foglio di carta oleata e versatevi dei fagioli o dei piselli secchi, che serviranno ad evitare il rigonfiamento della pasta durante la cottura, passando poi in forno caldo fino a che la pasta sarà ben cotta e colorita. 

Quando sarà fredda sformatela, togliete i fagioli e la carta e stendetevi la crema pasticcerà. Su questa deporrete le frutta prescelte: lamponi, fragole, chicchi d'uva, uva spina, che non richiedono cottura.

Cucina: crescono gli chef digitali


La cucina corre sul Web. Oltre il 29 per cento degli italiani dichiara di fare ricerche in Rete per confrontare prezzi e qualità dei cibi. Una conferma di questi dati di Coldiretti(Censis viene anche dal successo dei siti e blog che pubblicano ricette di cucina. Tra questi spicca Pronto in Tavola, il blog di Tgcom24 dedicato, appunto, alle proposte per la buona tavola. Dallo scorso mese di marzo l'autrice delle ricette è Eleonora Tiso, che si firma simpaticamente con il mio ckname Paciulina. 
E' una simpatica ragazza con i capelli castani, campana di nascita, innamorata della cucina e del buon mangiare. La incontriamo in occasione del Festival gastronomico Food Experience Mondadori, appena concluso a Milano. Le ricette di Paciulina per Pronto In Tavola sono un vero successo: dalle 200mila pagine viste nel mese di lancio del blog, sono diventate 700mila nello scorso settembre.

Eleonora, ci racconti come nasce il tuo soprannome?
Paciulina è il nome affettuoso con cui mi chiamano le persone più vicine a me. Viene da Paciulio, un'erba aromatica che si adopera per certi profumi. Mi piace perché richiama il pensiero di cose morbide e generose, familiari e caserecce.

Come è nata la tua passione per la cucina?
E' un fatto di famiglia. La mia mamma cucina da sempre, sperimenta, prova. E io con lei. Poi sto fuori città, dietro casa ci sono l'orto e il frutteto, tante cose buone e genuine sempre a disposizione. Ho cominciato a scrivere un mio blog, poi è arrivato Pronto in Tavola.  E' una bella scommessa.

Quando devi cercare una ricetta, preferisci il Web, il ricettario o le riviste tradizionali?
Continuo a preferire le ricette scritte sui foglietti, il passaparola, con il piatto "sicuro" e già sperimentato. Riviste e ricettari sono sempre un punto di riferimento importante. Il Web offre tante opportunità, ma è anche "saturo", non dà sempre la sicurezza che il piatto alla fine funzioni. Bisogna cercare con cura, provare e scegliere i siti degni di fiducia.

Hai ospiti a cena e per una volta non ti senti particolarmente creativa. Dove cerci ispirazione?
In questi casi vado sul sicuro e punto su qualcosa di collaudato e che dà garanzie di riuscita. Apro il frigorifero e guardo quello che c'è, per avere un punto di partenza. Oppure chiedo… alla mamma.

Qualche consiglio per i principianti.
Quando potete scegliete le ricette spiegate con le foto: è più facile seguirle passo per passo. Su Pronto in Tavola tutte le fasi di preparazione sono fotografate in dettaglio. Ricordiamoci sempre che anche una ricetta "difficile" e complicata è composta da tante fasi che, separate una dall'altra e affrontate una per volta, sono in realtà semplici. Seguiamole passo per passo e tutto funzionerà.

Tre regole d'oro da tenere presenti quando si cucina e tre errori da evitare.
La prima cosa è avere pazienza, fare tutto senza fretta. La seconda è seguire il proprio l'istinto: fidatevi di quello che vi sembra giusto, "come lo fareste". E poi, non si deve aver paura di sperimentare e di osare anche un po'.  Tra gli errori da evitare, invece: il primo è trascurare l'estetica di un piatto, perché anche l'occhio vuole la sua parte. Il secondo peccato mortale è pensare solo a se stessi, dimenticando il gusto dei nostri commensali. Il terzo è, facendo la spesa, comprare sempre le stesse cose. In questo modo metteremo in tavola sempre gli stessi piatti. Differenziando le scelte potremo liberare la fantasia.

C'è un piatto che prepari con particolare piacere?
Naturalmente sì. Sono le girelle di pizza. E qui c'è la ricetta per provarle.

Cucinare è facile o difficile?
(Eleonora si spalanca in un grande sorriso)
E' facile! Ed è bellissimo!

E' più bello cucinare o mangiare?
(Eleonora sorride ancora, fa l'occhiolino)
Ah, è mangiare!

Fonte: Tgcom24